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Corso BLSD

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  • Ultima modifica dell'articolo:20 Gennaio 2026


A conclusione di questa esperienza, posso affermare che il corso BLSD sia stato uno dei momenti
formativi più importanti e interessanti del mio percorso scolastico. Personalmente, sono sempre stata
una ragazza profondamente attirata dal mondo del volontariato, del soccorso e dall’idea di poter essere
d’aiuto agli altri; il pensiero di poter contribuire a salvare una vita è qualcosa che mi affascina da sempre.
Tuttavia, prima di questo incontro, questa mia inclinazione era frenata da una grande insicurezza: non
avrei mai avuto il coraggio di intervenire concretamente su una persona a terra, per il terrore di sbagliare,
di provocare danni e quindi di peggiorare la situazione. Oggi, dopo queste cinque ore, posso dire con
certezza che quel blocco è sparito e che, se dovesse servire, non esiterei a mettere in pratica quanto
appreso.
Gli aspetti positivi della giornata sono stati molteplici. Ho apprezzato enormemente il linguaggio aperto,
diretto e privo di filtri dei nostri istruttori, che hanno saputo trasmettere non solo la passione per quello
che fanno quotidianamente ma anche la gravità dei concetti senza però spaventarci. È stato
estremamente interessante scoprire i “dietro le quinte” del mondo dell’ambulanza: capire come si
muovono i soccorritori, cosa succede quando arrivano sul luogo dell’emergenza e come si coordinano
con i medici. Inoltre, è stato interessante e gratificante vedere la partecipazione attiva di tutta la mia
classe, infatti eravamo tutti visibilmente interessati e consapevoli dell’importanza di ciò che stavamo
apprendendo
Mi ha colpito molto scoprire che un massaggio cardiaco può durare anche 15 o 30 minuti; è
un’operazione incredibilmente faticosa che richiede non solo tecnica, ma anche una grande forza fisica e
una resistenza psicologica notevole. Diventare quel “motore manuale” che tiene in vita una persona è un
compito molto importante. Spesso tendiamo a delegare la salvezza di una vita esclusivamente al
personale sanitario, ma gli istruttori ci hanno dimostrato che il destino di una persona in arresto cardiaco
si decide quasi interamente nei primi 3-5 minuti, un intervallo temporale in cui l’ambulanza, a meno che
non si viva attaccati all’ospedale, per ragioni logistiche e di traffico, è ancora in viaggio. In parole
semplici, imparare il BLSD serve a coprire quel momento di vuoto che c’è tra quando una persona si
sente male e quando arriva l’ambulanza. È come costruire un ponte: noi teniamo in vita la persona in
quei minuti in cui i medici non sono ancora sul posto, evitando che si perda tempo prezioso. Ci è stata
data la possibilità di trasformarci da spettatori passivi e spaventati in soccorritori consapevoli, in grado di
sostituirsi meccanicamente alle funzioni vitali della vittima.Se chi è presente non ha la formazione o il
coraggio di intervenire, anche l’equipe medica più avanzata del mondo arriverebbe su un corpo ormai
senza possibilità di recupero. Questa consapevolezza ci ha restituito un senso di cittadinanza attiva e
profonda: la preparazione tecnica che abbiamo ricevuto è lo strumento che ci permette di sfidare il tempo
e la sorte, garantendo a un altro essere umano una possibilità di tornare alla propria vita. In conclusione,
il corso ci ha offerto il potere di non restare a guardare, trasformando la nostra presenza sul luogo di un
incidente in una concreta opportunità di salvezza.


Studentessa classe quinta sede Gramsci